Non è un testo sacro, neppure un decreto internazionale, né tantomeno un tacito e obbligato vincolo, ma la tabella della gradazione qualitativa dei dischi in vinile destinata al collezionismo rimane in ogni caso un preciso punto di riferimento accettato e condiviso dai collectors di tutto il mondo.
Più o meno tutti noi, quando vediamo scritto o sentiamo in ambito discogra co l’aggettivo gurativo “mint” tendiamo a storcere il naso con malcelata espressione di dubbio. E’ una normale reazione indotta dal sospetto a sua volta generato da esperienze negative con cui ci siamo trovati a che fare in tante occasioni. La parola inglese “mint” ha tra i molti signicati anche quello di indicare un oggetto nuovo di fabbrica, quindi mai utilizzato precedentemente e per quanto riguarda i dischi, in teoria lo si dovrebbe applicare esclusivamente a vinili ancora sigillati, tra l’altro non esenti in assoluto da possibili difetti di lavorazione come spiegato addietro.
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