The Wild One (Il Selvaggio)

Capostipite di un genere cine-motorizzato che produrrà oltre a film importanti quali Easy Rider ed Electra Glide, anche sottogeneri cinematografici che spopolarono, dagli Hells Angels degli anni ‘70 ai serial televisivi di grande successo degli anni ‘80, Il selvaggio avvolge il suo messaggio di rottura su due ruote con una efficace e strepitosa colonna sonora interamente jazz, composta da Leith Stevens e diretta da Shorty Rogers.

Film di culto ed emblema senza tempo di tutti i motobikers che scorrazzano per le strade del mondo, Il selvaggio ha notevolmente influenzato, grazie alla figura insolente e sprezzante di Marlon Brando nei panni del duro Johnny Strabler, i primi vagiti della controcultura giovanile che andrà sempre più allargandosi, riconoscendosi intellettualmente e iconograficamente nei miti ribelli e maledetti del cinema, del rock & roll e nei filosofi della new generation. Giubbotto di pelle, occhiali neri e sguardo duro; Marlon Brando rappresenta per il cinema uno dei primi modelli autentici e duraturi di ribelle che però nasconde, sotto la pelle nera del guanto di sfida verso la società, un cuore d’oro che traspare sotto la ruvida scorza di bel “macho” tenebroso. Ma se oggi possiamo valutarne serenamente, oltre le sue storture, anche tutti i risvolti benefici prodotti da quell’epoca di protesta che correva ai tempi della realizzazione di questo film, è perché il mondo dello spettacolo e gli spettatori si divise tra tentativi di qualificare il film e giustificarne il messaggio, e gli agguerriti anatemi della parte di una società conservatrice che vi vedeva invece una minaccia sociale che esaltava gli emarginati e gli insofferenti alle regole; praticamente tutti coloro che non si allineavano. Il film riuscì ad influenzare fortemente l’opinione pubblica al punto che su l’ondata di protesta che ne nacque, la casa motociclistica Triumph fece causa alla produzione per l’utilizzo della loro moto nel film in mano a delinquenti e perdigiorno e in Inghilterra, il film fu addirittura censurato pesantemente e vietato ai minori.

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Germano Barban

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