Tony Borlotti, sin da ragazzino manifesta una forte passione per la musica Sixties e in particolare per Rolling Stones, Beatles e Kinks; una passione che lo porterà in seguito ad approfondire sull’underground del genere.
Esperienze che lo conducono agli anni ’80, quando scriverà per la fanzine Freak Out e a condurre un programma di musica rock Vibrazioni Sotterranee attraverso l’etere di una radio libera locale, Radio Salerno Uno, dove si trasmettevano, fra gli altri, anche gruppi garage revival come Fuzztones, Miracle Workers, Chesterfield Kings. Intorno alla metà degli anni ’90 girava molta musica live nei locali. Fu così che a Salerno, un gruppo di amici scriteriati decise di formare una cover-band per esibirsi più spesso: Tony Borlotti e i suoi Flauers. Nacque così un gruppo neo-Sixties anzi, un complesso di beat italiano sulle orme degli Avvoltoi e de I Barbieri, che furono i primi a riproporre il beat italiano nella seconda metà degli ‘80, e i più longevi tra quelli oggi in attività. Il nome lo scelse il bassista, perché il complesso all’inizio aveva una connotazione più scanzonata, quasi demenziale, mentre il cantante voleva che si chiamassero I Bugiardi.
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